{"id":1363,"date":"2023-03-30T17:39:00","date_gmt":"2023-03-30T17:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/acquaviva.lavocedelpaese.info\/?p=1363"},"modified":"2023-04-01T15:46:53","modified_gmt":"2023-04-01T15:46:53","slug":"gli-accadimenti-del-1799-in-acquaviva-delle-fonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/acquaviva.lavocedelpaese.info\/index.php\/2023\/03\/30\/gli-accadimenti-del-1799-in-acquaviva-delle-fonti\/","title":{"rendered":"Gli Accadimenti del 1799 in Acquaviva delle Fonti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tratto dal volume di Martino Mastrorocco e Nunzio Mastrorocco: LA NOSTRA STORIA. Cronistoria della Citt\u00e0 di Acquaviva delle Fonti, SUMA Editore.<br><\/strong><br>1799 \u2013 Le truppe francesi del generale Championnet riconquistano Roma e, dichiarata guerra a Ferdinando IV, invadono il Regno di Napoli dove viene proclamata la \u201cRepubblica Napoletana una e indivisibile\u201d. Presi dal panico i sovrani Ferdinando e Maria Carolina fuggono in Sicilia sotto la protezione della flotta inglese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La cittadinanza di Acquaviva \u00e8 indecisa sul da farsi: \u201cnon si aveva animo di rigettare il vecchio, ma non potea non abbracciarsi il nuovo\u201d. La notizia che Francesco Antonio Pepe \u00e8 nominato membro del governo provvisorio della Repubblica Partenopea e alcuni suoi appassionati discorsi alla cittadinanza infiammano la citt\u00e0 che accoglie i nuovi ordinamenti repubblicani. Nella pubblica piazza \u00e8 piantato un albero simbolo della agognata libert\u00e0 (5 febbraio). Mentre ad Acquaviva l\u2019arciprete Valerio Giustiniano Persio si schiera coi repubblicani, il clero dei paesi vicini favorisce l\u2019azione controrivoluzionaria dei ceti popolari che, colpiti da una recessione della produzione agricola, vengono mobilitati in nome della Santa Fede (donde la denominazione di \u2018sanfedisti\u2019) contro le esili forze laiche della borghesia giacobina. E\u2019 proprio una folla monarchica che, nei pressi di Ceglie, uccide Francesco Antonio Pepe, suo fratello Giacomo, Giovanni Scassi, Filippo Aulenta e la loro scorta mentre vi transitavano alla volta di Napoli (6 febbraio). Quando i rivoluzionari sanfedisti guidati dal sacerdote gioiese Soria e dal bandito Gianbattista De Cesare, ai quali si aggiungono le popolazioni dei paesi vicini in cerca di bottino, assediano Acquaviva, Francesco Supriani convince la popolazione a resistere. Dopo due giornate di feroce battaglia (29 e 30 marzo), e dopo aver rischiato egli stesso la vita, il De Cesare, persa la speranza di impadronirsi della citt\u00e0 e temendo di essere colto all\u2019improvviso dalle truppe francesi (che si diceva fossero gi\u00e0 partite da Barletta in soccorso di Acquaviva) si accinge a togliere l\u2019assedio quando avviene l\u2019imprevedibile: Giuseppe Bresnaider, capo delle milizie civiche, fugge nottetempo con 40 dei suoi verso Altamura e abbandona la citt\u00e0 senza difensori. L\u2019indomani il popolo acquavivese scoraggiato apre le porte al nemico nella vana speranza di evitare il saccheggio. Cos\u00ec non \u00e8: all\u2019alba la citt\u00e0 \u00e8 presa e devastata (31 marzo). Persino i monasteri, l\u2019ospedale e il monte di piet\u00e0 vengono depredati, l\u2019albero della Libert\u00e0 viene spiantato e bruciato, e con esso il cadavere di Francesco Supriani, morto da vero repubblicano. Dallo sterminio generale si salvano solo le case di alcuni monarchici contrassegnate da una croce bianca ed il monastero delle Benedettine dove \u00e8 rinchiusa una sorella del Soria. I francesi giungono ad Acquaviva una settimana dopo e non possono fare altro che obbligare i paesi vicini a fornire al popolo acquavivese viveri e denaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo Carlo de Mari, che allo scoppiare dei tumulti si trovava a Napoli, rientra ad Acquaviva dove cerca di \u201canimare i buoni ad armarsi, e resistere a\u2019 Francesi e Ribelli sedicenti Repubblicani\u201d. I \u201cDemocratici acquavivesi\u201d cercano di ammazzarlo e cos\u00ec \u00e8 costretto a fuggire prima a Gioia, poi a Castellaneta, Altamura e Gravina e infine a Cerignola dove viene arrestato dai repubblicani, ma dietro il pagamento della somma di 6.000 ducati riesce a fuggire verso Napoli. Qui, appena giunto, viene nuovamente arrestato per ordine del governo provvisorio. Grazie alle sue potenti amicizie riesce, comunque, a rimandare il giudizio e la sicura fucilazione fino a quando Napoli repubblicana non \u00e8 costretta a capitolare all\u2019Armata Cattolica e Reale del cardinale Ruffo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 da tempo, infatti, i francesi hanno abbandonato la Repubblica al proprio destino ma i patrioti rimasti soli oppongono una resistenza disperata che termina solo quando accettano una resa che garantisce loro la vita e la libert\u00e0. Tuttavia i patti vengono violati dal re che allontanatosi dalla borghesia si appoggia quasi esclusivamente sui ceti popolari, mantenendo la societ\u00e0 meridionale in una statica immobilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conseguenza di questi avvenimenti il principe di Acquaviva riottiene la libert\u00e0 e la restituzione dei suoi beni dopo che in una lunga lettera al sovrano espone le sue peripezie che l\u2019hanno portato a sfiorare ripetutamente la morte \u201cper attaccamento a tutta l\u2019Augustissima R.le Famiglia\u201d. Inoltre Ferdinando IV accorda a Carlo una dilazione di tasse arretrate considerando i danni che questi \u201cha sofferto nella passata anarchia\u201d. La notizia del saccheggio sub\u00ecto dalla citt\u00e0 giunge alla corte del re Ferdinando IV che con una lunga lettera, indirizzata al sindaco Domenico Casucci, esprime le sue doglianze e stanzia la somma di 43 ducati, grana 50 e cavalli 4 per sopperire alle prime spese per le urgenti necessit\u00e0 che l\u2019invasione ha procurato. La somma, amministrata dal primo e dal secondo eletto, Marino Mele e Leonardo Panetta, e dai cassieri, Giovan Battista Lepore, Sebastiano Luciani e Baldassarre Novelli, viene utilizzata per effettuare le riparazioni delle porte e della muraglia che circonda Acquaviva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"566\" height=\"800\" src=\"https:\/\/acquaviva.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/2003-La-nostra-storia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1365\" srcset=\"https:\/\/acquaviva.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/2003-La-nostra-storia.jpg 566w, https:\/\/acquaviva.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/2003-La-nostra-storia-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dal volume di Martino Mastrorocco e Nunzio Mastrorocco: LA NOSTRA STORIA. 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