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Inaugurato il monumento in memoria dell’ing. Pietro Milella

A realizzare il mezzo busto in bronzo l’artista molfettese prof. Mauro Antonio Mezzina

di Isabella Giorgio

Foto: Isabella Giorgio – Vito Abbinante

Grande partecipazione e sentita commozione ieri mattina in piazza Garibaldi per l’inaugurazione del monumento commemorativo dell’ing. Pietro Milella consegnato alla comunità per testimoniare alle future generazioni il simbolo del buon Governo, l’esempio di un buon politico e il ricordo di uno dei suoi più amati e illustri figli di Acquaviva.

‘Don Pierino’ come lo chiamavano tutti in paese è stato amministratore pubblico, già sindaco per ben quattro volte e preside dell’Istituto Professionale “N. Chiarulli” ha contribuito allo sviluppo economico e sociale di Acquaviva delle Fonti.

Il busto bronzeo di Pietro Milella sindaco è stato realizzato dall’artista molfettese Mauro Antonio Mezzina, docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, posto su un basamento lapideo bianco posto in opera dalla ditta Fratelli Tunzi Marmi di Acquaviva delle Fonti.

I costi per la realizzazione del monumento sono stati interamente coperti da una sottoscrizione spontanea partita dal basso con entusiasmo e determinazione dal Comitato ‘Un monumento alla memoria di Pietro Milella’.

“Era un anno fa, a ottobre 2022 furono mossi i primi passi, a novembre si istituirono i primi banchetti per la raccolta fondi- precisa il maestro Gino Capozzo– come sono andate le cose ce lo dirà Giacomo Abrusci e Vito Lucarelli”.

La parola è poi passata a Giacomo Abrusci, dopo aver salutato i presenti ha ringraziato il sindaco avv. Marco Lenoci per il patrocinio del Comune a questa manifestazione e l’ex sindaco Dott. Davide Carlucci per il determinante supporto istituzionale e amministrativo (Delibera G.M. N° 57 del 22.03.2023) con la quale autorizzava il Comitato all’apposizione del busto commemorativo in memoria di Pietro Milella in piazza Garibaldi.

“Siamo giunti alla conclusione di questa iniziativa maturata e condivisa inizialmente da me e dall’amico Vito Lucarelli, poi partecipata dagli amici Gino e Oronzo Capozzo e da Vitantonio Petrelli. Compartecipata subito dopo da molti altri sostenitori tutti indicati nella brouchure oltre a concittadini che per motivi personali non hanno ritenuto di essere menzionati. Ringraziamo anche l’amico Giovanni Ferrara che per un mero errore materiale non è stato inserito in questo elenco, chiediamo scusa. Ringraziamo l’azienda IFAC S.p.a. di Amodio Angelo & figli, l’azienda Cantine Polvanera di Filippo Cassano, l’azienda ISOTEK di Gentile Francesco, Credito Cooperativo BBC di Cassano delle Murge e Tolve, Agenzia Assicurazioni e Finanza di Palazzo e Capozzo.

È stata una bella esperienza, siamo stati dei folli, abbiamo creduto in quella che sentivamo nel nostro intimo: un sentimento sincero e scevro da qualsiasi secondo fine ci ha guidati fino all’obiettivo che ci eravamo preposti. Abbiamo evitato inutili strumentalizzazioni, posticipando la data di commemorazione a dopo la consultazione elettorale comunale per evitare dicerie che erano già in atto.

Questa iniziativa ha riscontrato subito una larghissima partecipazione di amici e concittadini che attraverso una volontaria donazione da 5 euro a 2mila euro, incamerando un totale di 12.500 euro manifestando in tal modo la condivisione alla nostra impresa. Perché di impresa si è trattata, riguardo alla somma daremo il dovuto rendiconto al termine dei pagamenti ancora da effettuare.

Oggi siamo qui tutti insieme a rappresentare questo momento di partecipazione collettiva alla cerimonia in memoria dell’ing. Milella mediante la realizzazione del monumento a testimonianza per le nuove generazioni di un uomo che con la sua attività di amministratore pubblico ha contribuito in maniera distinta e determinata all’elevazione sociale ed economica di Acquaviva. Oggi non stiamo santificando Pietro Milella ma solamente a ringraziando un concittadino che con i suoi limiti, pregi e difetti, come tutti gli esseri umani, ha assunto nel corso dei suoi quattro mandati da sindaco di Acquaviva e preside dell’Istituto Professionale molte iniziative pubbliche indispensabili e necessarie per la crescita economica e sociale del nostro Paese. Tra le più importanti la realizzazione della Zona Industriale, l’IRESI, l’Istituto Professionale, questa area come ha già presentato Gino Capozzo come giardino pubblico con annesso monumento ai caduti in guerra. Grazie di tutto Don Pierino”.

Vito Lucarelli ha poi spiegato il perché del monumento, offrendo ai presenti aneddoti di vita personale. “Ci sono persone che incontriamo nella vita che secondo me hanno un’aurea che li distingue da tutti e dalla massa. La prima persona in cui ho visto questa luce è stata Pierino Milella”. Nel suo intervento ha fatto riferimento alla sua militanza nel movimento giovanile della DC: “nei direttivi che si tenevano prima dei consigli comunali dove si decideva la linea del Partito, sentivo parlare Don Pierino: ti amaliava, era impossibile poi non andare sulle sue posizioni. Avevo 15-16 anni lui poco meno di 50anni, era un cavallo da corsa. Le sue forze erano inesauribili, è stato il mio primo maestro di vita. Nella mia incoscienza giovanile non lo chiamavo Don Pierino ma maestro, lo ritenevo davvero un Maestro della bella politica del fare, una persona concreta. Un politico che diceva di fare cinque cose e ne faceva quattro e mezzo. La sua era una Politica rivolta sempre verso i bisogni della povera gente e il bene comune.

Lasciai poi la DC e torna alla politica attiva all’età di 40 anni, era il periodo di ‘Città per l’Uomo’ e ci ritrovammo di nuovo insieme io, Vitantonio Petrelli, Gino Capozzo e quegli amici di una volta. Erano passati 25 anni e Pierino Milella era ancora quel cavallo da corsa che ti dà la forza, e l’organizzazione”.

Vito Lucarelli ha poi menzionato alcune opere portate ad Acquaviva da Don Pierino Milella: l’IRESI impresa che realizzava apparecchiature mediche facendo lavorare operai acquavivesi, l’Istituto Professionale, per 20anni sono stato un tecnico. A scuola aveva fatto scrivere ‘Un buon tecnico vale più di un mediocre professionista‘. Era convinto di questo. Portò il chimico ad Acquaviva, il Professionale era prima una succursale del Santarelli di Bari, in breve tempo diventò capofila per altri Istituti. Tra le altre opere la realizzazione dell’oleificio sociale e della cantina sociale, la Zona Industriale e artigianale, la cooperativa La Molignana con i pozzi artesiani che hanno portato ricchezza e maggiore profitto agli agricoltori di Acquaviva”.

Gino Capozzo ha chiesto all’ex sindaco Davide Carlucci di avvicinarsi per prendere la parola ringraziandolo per essere stato vicino al Comitato nel dare sostegno con gli atti amministrativi.

“Ringrazio tutti e in particolare Gino Capozzo, Vito Lucarelli e Giacomo Abrusci, nonché tutti i promotori del comitato cittadino che ha voluto questa statua e i sottoscrittori che l’hanno finanziata. Ringrazio la famiglia, i figli Antonella, Giovanni e Vincenzo, e i nipoti che a lui erano molto legati. E il sindaco Marco Lenoci, che ha portato a compimento l’iniziativa di dedicare una statua a “don Pierino”.

Da sindaco io non ho fatto molto, se non agevolare la causa del comitato, cercando di rispondere tempestivamente alla loro sollecitazioni e facendo in modo che potessero andare in porto.

Sono sempre più convinto di una verità che è lapalissiana, banale, ma è una verità che sperimenti nel momento in cui amministri: le nostre città, gli spazi urbani ma anche i contenuti che li rendono vivi, sono il frutto di un avvicendarsi di uomini e donne – ad Acquaviva, purtroppo molto più uomini che donne – che nel corso del tempo hanno dato il loro contributo alla nostra comunità chi realizzando un’opera pubblica, chi un’altra, chi impostando un servizio pubblico, chi dando una direzione di sviluppo.

Questo spesso lo dimentichiamo e non consideriamo quanto il nostro passaggio sulla terra sia breve, avvenga in una dimensione spazio-temporale e forse anche spirituale infinitamente più importante delle nostre beghe, ma rechi tracce che a volte restano visibili.

In fondo ognuno di noi – chi ha amministrato, ma anche chi ha progettato, chi ha concretamente realizzato delle opere – è in qualche modo artefice dello spazio in cui si trova.

Pierino Milella, l’ingegner Milella, è stato certamente, finora, l’uomo politico, il sindaco che ha lasciato più tracce nella nostra città.

Non solo nello spazio in cui ci troviamo, piazza Garibaldi, ma anche nella zona industriale, che abbiamo intitolato a lui perché lui l’ha progettata, nell’istituto Chiarulli, e in tante altre opere che parlano dello sforzo di trasformare un paese agricolo e farlo entrare nella modernità.

Certo, quando si realizza una statua, un busto, si sottrae per sempre la fisicità a un corpo, la sua carne e il suo sangue, e sembra che lo si voglia santificare. E in qualche modo facciamo un torto allo stesso Pierino, la cui vitalità era proverbiale, preso com’era da quella che un politico-poeta di idee diverse dalle sue, Pietro Ingrao, definiva “l’alta febbre del fare”.

Milella ha lasciato un patrimonio inestimabile di realizzazioni per la città. Pensiamo a quanti giochi, quanti fidanzamenti, quante passeggiate, quante amicizie, quante chiacchierate, discorsi profondi sono stati fatti in piazza Garibaldi, che è stata voluta e realizzata da lui. Quante imprese hanno potuto crescere e svilupparsi nella zona industriale, che noi abbiamo voluto intitolare a lui, quanti posti di lavoro sono stati creati, quanti affari, quante famiglie si sono potute creare. Quanti studenti si sono formati all’istituto Chiarulli. E potrei continuare.

Tutto questo è merito della sua dote di ingegnere/sindaco, che progettava e realizzava con lungimiranza e tenacia. E non è stato importante solo il suo voler vedere lontano ma anche la sua caparbia lotta contro la burocrazia, l’arretratezza culturale, l’ignoranza, l’infingardaggine, la testardaggine, la disonestà di tanti che hanno ostacolato la sua volontà di fare. Questa grande dote che fa di lui un grande.

Nella lapide viene definito con semplicità, “sindaco”: in questo modo si dà importanza a questa funzione, a questo ruolo, a questa parola la cui etimologia, syn dike, riconduce a un’attività antica che fin dalle prime comunità organizzate democraticamente i sindaci hanno avuto: fare giustizia insieme, svolgere il ruolo di difensore pubblico di una comunità.

Ricordo l’ormai novantenne Pierino che ci fu vicino quando perdemmo nostra Madre, lo ricordo quando lo invitai a partecipare accanto a me alla mia prima processione da sindaco, alla festa della Madonna del 2013. Aveva difficoltà a camminare, ma volle esserci. Mi diede un grande onore e mi consentì di ringraziarlo, con quel gesto, a nome di tutti i primi cittadini che gli sono succeduti per aver donato una parte importante della sua vita all’amore per la cosa pubblica”.

Si è entrati nel vivo della cerimonia procedendo allo svelamento del busto bronzeo da parte dei nipoti di Pietro Milella e alla benedizione dell’opera da parte di Don Mimmo Giannuzzi.

“Benedire vuol dire dire bene [..] Chiediamo la benedizione al Signore su questa immagine e su di noi, vi lascio con una domanda: ci sono ancora dei Pierino Milella in mezzo a noi, nella nostra città, nella nostra comunità? Non dobbiamo solo commemorare il passato guardando questa stele dovremmo sentirci sollecitati perché quello che hanno fatto gli altri prima di noi possiamo farlo noi con i nostri linguaggi nella nostra epoca. Mi date l’occasione di condividere questo saluto con tutti voi ringrazio il sindaco, il Comitato e chi ha realizzato questa stele”.

È seguito un applauso scrosciante.

Gino Capozzo dopo aver presentato l’autore dell’opera il prof. Mauro Antonio Mezzina gli ha chiesto: quali espressioni ha voluto cogliere tra le mille immagini, video e fotogrammi di Pietro Milella? “Buongiorno a tutti voglio fare ringraziamenti Gino Capozzo, il Dott. Abrusci,Vito Lucarelli e a coloro che mi hnno contattato e dato questa possibilità. Quando si realizza un’opera come questa, diventa davvero difficile entrare in rapporto con quello che è il soggetto da replicare. Ho chiesto loro una serie di imamgini, non conoscevo l’ing. Milella ho imparato a consoscere il personaggio, i figli mi hanno dato diverse indicazioni per arrivare a ottenere questo risultato. Non è stato semplice anche quando ho dovuto fermarmi e cancellare completamente ciò che avevo fatto in una prima edizione e rifare ex novo il lavoro. Vorrei cogliere ciò che ha detto l’ex sindaco poco fa: ‘la fissità nella materia di un essere’ non è una fissità muta ma diventa l’anima del personaggio che si perpetuerà in eterno. Questo è quello che ho voluto cogliere, quello che è stato raccontato fino ad ora, la possibilità di poter convivere con un personaggio che ha dato tanto a questo luogo e questa città. Da oggi anche io divento parte di questa città che ha dato tanto e mi auguro possa perpetuare nel tempo questo tipo di educazione e insegnamento. Grazie a tutti”.

“Ora a lei sindaco- ha detto il maestro Gino Capozzo- Pietro Milella diventa faro del buon governo. Questo luogo diventa luogo generativo di una memoria importante che dice, racconta e dà l’occasione, adesso al sindaco Marco Lenoci e a tutti quelli che la seguiranno di confrontarsi per una corrispondenza di amorosi e civici sensi e generativa di quella che è stata la straordinaria energia che ha lasciato in Acquaviva il sindaco Pietro Milella.

Al termine della cerimonia la parola è passata al sindaco di Acquaviva delle Fonti avv. Marco Lenoci: “Si dice che nessuno è profeta in patria ma da oggi in avanti, nella “sua” Piazza Graribaldi, ci sarà una traccia indelebile del suo valore professionale e del suo impegno civico.

Grazie al comitato cittadino che ha fortemente voluto l’opera ed all’artista che l’ha realizzata”.

ISABELLA GIORGIO

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