Rassegna “Jazzset 2026”
LA XXIV EDIZIONE DELLA RASSEGNA “JAZZSET”, SABATO 7 MARZO AL CLUB 1799 DI ACQUAVIVA DELLE FONTI, SI APRE CON IL CONCERTO “CONVERSATION LAB”, QUARTETTO CON FLORIAN ARBENZ (BATTERIA) IL SASSOFONISTA AMERICANO GREG OSBY, IVO NEAME (PIANOFORTE) E RAFAEL JERJEN (BASSO).
IL PROGRAMMA DI MARZO PROSEGUE CON T.A.N. JAZZ TRIO (SABATO 14) E IL DUO JACOPO FERRAZZA & SIMONA SEVERINI (DOMENICA 22).
Sarà il progetto del batterista svizzero Florian Arbenz e del sassofonista americano Greg Osby, con Ivo Neame al pianoforte e Rafael Jerjen al basso, ad aprire la 24ª edizione della rassegna “Jazzset”. Il concerto, intitolato “Conversation Lab”, si terrà sabato 7 marzo alle 22 al Club 1799 di Acquaviva delle Fonti (info: 392.232.45.23). Gli appuntamenti di marzo proseguiranno, sabato 14 alle 22, con il T.A.N. Jazz Trio, con il pianista greco Georgios Tsolis, il contrabbassista Francesco Angiuli e dal batterista Marcello Nisi, mentre domenica 22 alle 21.30 sarà di scena il progetto “Dream Scenario”, con il duo composto da Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Simona Severini alla voce e alla chitarra.
Organizzata dall’Associazione Café 1799 e curata da Giuseppe Netti, “Jazzset” è una rassegna realizzata con il sostegno della Regione Puglia, del Comune di Acquaviva delle Fonti e con la collaborazione di PugliaSounds e Puglia Culture, in rete con Italia Jazz Club. Anche in questa edizione, l’Associazione Café 1799 propone un viaggio musicale tra emozioni, linguaggi e culture. Jazzset 2026 presenta un calendario di concerti che celebra la creatività e l’eccellenza del jazz contemporaneo, ospitando artisti di chiara fama e nuovi talenti della scena italiana e internazionale.
«Il jazz dovrebbe essere la forma d’arte più altruista che esista. Nel jazz ti doni
completamente per permettere a qualcun altro di suonare al meglio. È quindi una
questione di sacrificio». Da questa idea di ascolto e generosità, espressa nelle parole di Dizzy Gillespie, nasce “Conversation Lab”, il progetto del batterista svizzero Florian Arbenz che riunisce il pianista londinese Ivo Neame e il contrabbassista Rafael Jerjen, con la partecipazione del sassofonista statunitense Greg Osby, figura di riferimento del jazz contemporaneo.
Arbenz e Osby collaborano dal 1998: oltre venticinque anni di dialogo musicale trovano qui una nuova forma, arricchita dall’incontro con Neame. In più di trent’anni di attività, Arbenz si è affermato come un musicista capace di costruire contesti fondati sull’interazione e sulla condivisione. Il quartetto si muove in un territorio comune fatto di affinità ritmica, profondità armonica e apertura all’improvvisazione.
Ne nasce un dialogo sonoro che attraversa scrittura e libertà, alternando slanci swinganti, momenti di improvvisazione libera e paesaggi sonori sospesi. Le collaborazioni internazionali e i riconoscimenti ottenuti — dalle incisioni di Osby per Blue Note al premio UK Jazz Instrumentalist of the Year assegnato a Neame, fino all’European Award for Culture conferito ad Arbenz — delineano il profilo di quattro musicisti abituati a confrontarsi ai massimi livelli della scena jazz.
Il secondo appuntamento, sabato 14 marzo alle 22, è con T.A.N. Jazz Trio, con il pianista greco Georgios Tsolis, il contrabbassista Francesco Angiuli e dal batterista Marcello Nisi. La formazione nasce dall’incontro di tre musicisti di forte personalità e costruisce un suono essenziale basato su ascolto e interazione. Tutti e tre vantano un profilo internazionale e un’intensa attività didattica e artistica. Radicato nella tradizione afroamericana, il progetto si apre a un linguaggio post-bop contemporaneo, alternando standard e brani originali in un dialogo energico e improntato alla libertà improvvisativa. Un trio maturo e dal respiro internazionale.
A chiudere il trittico di programmazione di marzo della rassegna “Jazzset”, domenica 22 alle 21.30, il duo formato da Simona Severini (voce e chitarra) e Jacopo Ferrazza (contrabbasso) con il live “Dream Scenario”, titolo del loro album d’esordio. Attivi dal 2022, dopo anni di collaborazione i due artisti uniscono i loro percorsi proponendo un repertorio di brani originali e riletture jazz, inclusi omaggi a Joni Mitchell.


